venerdì , Maggio 7 2021

Certificazioni IP: guida alla comprensione

In questo articolo vorrei approfondire quelle che sono le nozioni in merito al grado di resistenza del vostro dispositivo ad acqua e polveri. Oggi, più che qualche anno fa, si fa un gran parlare fra le specifiche dei vari smartphone di resistenza all’acqua ed alle polveri sottili.

Ma come leggere ed interpretare correttamente la sigla “IPXY”. Intanto iniziamo con il dire che con il termine “IP” ci si riferisce ad International Protection ed è uno standard che si riferisce alle normative IEC standard 60529. In IPXY, il primo segnaposto (ovvero la X) sta per il grado di resistenza all’ingresso di polveri mentre il secondo (e cioè la Y) si riferisce alla capacità di bloccare l’ingresso di liquidi.

Resistenza alle particelle solide

dustproof smartphone

Per quanto riguarda il primo grado di resistenza, possiamo trovare un numero che va da 0 (assolutamente non protetto) ad un massimo di 6, cioè a tenuta di polvere. Se abbiamo uno smartphone con certificazione IP e grado IP6X, significa che siamo in possesso di uno smartphone certificato come a tenuta di polevere, che non permette quindi l’ingresso ad elementi esterni di natura pulviscolare. Nello specifico, i vari gradi di resistenza prevedono diverse granulometrie di resistenza e sono:

  • IP0X: non protetto dall’ingresso di corpi esterni;
  • IP1X: protetto contro l’ingresso di corpi con dimensioni superiori ai 50mm;
  • IP2X: protetto contro l’ingresso di corpi con dimensioni superiori ai 12mm;
  • IP3X: protetto contro l’ingresso di corpi con dimensioni superiori ai 2,5mm;
  • IP4X: protetto contro l’ingresso di corpi con dimensioni superiori ai 1mm;
  • IP5X: protetto contro l’ingresso di polvere;
  • IP6X: a tenuta di polvere.

Resistenza all’immersione

La protezione dai liquidi, invece, è ordinata da IPX0 ad IPX9, con alcune varianti specifiche. Nello specifico e per quello che riguarda noi, i gradi di interesse per la protezione di ingresso dei liquidi sono IPX7 ed IPX8. I gradi superiori si riferiscono tutti a getti d’acqua a pressioni man mano crescenti, ma non certificano la resistenza alle immersioni in liquidi. Secondo tali gradi, infatti, un dispositivo è resistente all’ingresso di liquidi in modo tale da renderlo impermeabile. Nello specifico:

  • IPX7: protetto da immersione temporanea. Il dispositivo può essere immerso in 1 metro di acqua e per un massimo di 30 minuti.
  • IPX8: protetto da immersione permanente in acqua. Generalmente impermeabile fino a profondità di 3m al massimo (il produttore comunque dovrebbe indicare nelle specifiche tale valore) per un periodo di tempo superiore ai 30 minuti.

L’estrema resistenza è identificata come IPX9 che, oltre a certificare la resistenza all’immersione permanente del dispositivo ad almeno 5m di profondità, attesta la resistenza a getti di acqua ad alta pressione (fra gli 80 ed i 100 bar) a qualsiasi angolazione e distanza.

Smartphone o tablet IP68? Ora sappiamo cosa offrono in termini di resistenza a polveri o liquidi

Supponiamo, quindi, di dover interpretare adesso la resistenza ai liquidi ed ai materiali pulviscolari di uno smartphone che ha ottenuto la certificazione IP68. Bene, adesso sappiamo che lo smartphone non permette l’ingresso di polvere e che può andare sott’acqua per almeno 5m e senza limiti di tempo. Volete quindi fare delle foto in piscina ma avete paura di danneggiare il vostro telefono? Se è munito di certificazione IP68 o superiore, be’ adesso sapete che potrete divertirvi con scatti in immersione che non avreste potuto fare altrimenti.

Nota a fondo conclusiva, purtroppo se state pensando che al mare potrete fare gli stessi scatti che fareste in piscina non siete proprio al sicuro. L’acqua di mare, al contrario di quella delle piscine, è una soluzione in cui sono presenti sali, minerali e microrganismi che di sicuro possono influenzare le prestazioni o la funzionalità del vostro dispositivo. Abbiate cura, che il vostro telefono (o tablet che sia) finisca la sua immersione marina con una doccia di risciacquo per eliminare residui salini che potrebbero annidarsi nelle capsule degli altoparlanti o nel connettore dell’auricolare.

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

Potrebbe interessarti

Gestire i File su Android, ecco come fare e quale app usare

Una delle domande che mi è stata fatta più spesso, soprattutto a proposito di foto …