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Facebook e privacy, uno staff umano addestra l’IA

Non pochi problemi per Facebook e la sicurezza dei dati dei propri utenti. Dopo la notizia del furto dei dati di 50 milioni di utenti, il social network principe nel suo settore sta per migliorare la questione privacy. Almeno, a loro detta.

Secondo un’affermazione pubblica, Facebook avrebbe assoldato un team di ben 260 lavoratori esterni per aiutare l’intelligenza artificiale.Il compito di questa “task force” sarebbe quello di etichettare post, aggiornamenti di stato e foto con delle parole chiavi. L’IA dovrebbe poi fare tutto in modo del tutto autonomo.

Purtroppo lo scetticismo dietro all’operato di Facebook è tanto. Dopo l’invito dei giornalisti a verificare l’operosità del team dedicato, sono emersi in rete alcuni tweet che ne metterebbero in dubbio la sincerità. Uno dei tanti è quello di Jelle Prins e potete vederlo qui sotto.

La ridondanza con cui le stesse immagini fossero visualizzate su diversi monitor ha acceso il dubbio in Prins. Secondo lui si potrebbe proprio trattare di una farsa allo scopo di risollevare l’immagine del social network. Manco fosse la discussione annosa sull’allunaggio, potrebbe anche trattarsi che stiano tutti lavorando allo stesso caso. No?

L’unica cosa che potrebbe preoccupare è la violazione dei dati personali in ottemperanza al GDPR. Facebook, a proposito, informa che la privacy degli utenti non è a rischio, tutto ciò che viene esaminato è totalmente casuale. Non sono nemmeno noti i nomi di chi ha pubblicato, ma comunque l’utente è informato sul fatto che Facebook potrebbe avere accesso ai post, alle foto e quant’altro caricato sul social network.

Di chi fidarsi? Brutte faccende, ma noi al netto di tutto questo possiamo solo sperare che si risolva tutto in modo chiaro e trasparente.

Fonte

Informazioni su Francesco Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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