giovedì , Novembre 26 2020

Google, con l’hardware siamo solo all’inizio

E’ proprio vero. Google non ha iniziato a gestare dispositivi nel suo grembo se non da poco tempo. Una pratica abbastanza comune e che economicamente è giustificata dal taglio di molti costi dedicati per la produzione di hardware è chiamata outsourcing. In questo modo, un’azienda si affida ad un fornitore di terze parti per la realizzazione del prodotto finito o di un componente.

Giusto per fare un esempio, la linea di smartphone e tablet Nexus. Gli smartphone, come ben ricorderete, sono stati prodotti da vari OEM in collaborazione con Google. Per cintarne alcuni fra i più importanti ad esempio c’è HTC, pioniera al fianco di Big G con il leggendario Nexus One. Che dire poi di LG, forse il partner del successo più grande di Google con la sua line-up Nexus ed ASUS coi Nexus 7, i tablet delle meraviglie.

Addio Google Nexus, benvenuti Google Pixel

Fra il 2015 ed il 2016 Google ha iniziato la commercializzazione della nuova linea chiamata Pixel. Al fianco degli ultimi due Nexus (precisamente Nexus 6P e Nexus 5X), c’era anche un tablet convertibile chiamato Pixel C.


Ma l’avvento degli smartphone interamente marchiati da Google era dietro l’angolo, concretizzandosi in Google Pixel e Pixel XL nel 2016 all’evento #MadeByGoogle. I due smartphone, realizzati insieme ad HTC, hanno tracciato la via agli attuali Pixel 3, Pixel 3 XL attualmente in commercio ed ai suoi due fratellini Pixel 3a e Pixel 3a XL in arrivo il prossimo 7 Maggio.

Rick Osterloh, Google con l’hardware ha appena iniziato

Rick Osterloh

Purtroppo sembrerebbe che il costo contenuto dei dispositivi, almeno quando si parlava per esempio di Nexus 7 o Nexus 5, sia un ricordo lontano. Un Pixel 3 XL sullo store ufficiale di Google ha un costo decisamente elevato.

Il Senior VP della divisione “dispositivi e servizi” di Google, Rick Osterloh, in una recente intervista con Fast Company ha affermato che “Google è solo agli inizi con l’hardware”. E forse, almeno vista dal punto di vista di noi consumatori, c’è anche una presa di coscienza. Lo stesso Osterloh non ha potuto che notare che la conquista del mercato smartphone “sta rallentando a causa dell’estensione del periodo di acquisto (ndr, di nuovi smartphone) da 24 a 36 mesi”.

Con le ultime dichiarazioni il Rick Osterloh lascia un po’ di speranza in dispositivi meno costosi, ma con esperienza d’uso lo stesso estremamente soddisfacente. Infine, si lascia andare anche ad affermazioni che puntano al futuro. “Abbiamo capacità che l’azienda non ha mai avuto prima”. Pensiamo a Google Clips. La fotocamera con IA che scatta le foto in modo del tutto automatico. Giusto qualche “spicciolo” speso in ricerca e sviluppo.

Speriamo in un futuro più economico, anche per mettere un po’ di pepe nella concorrenza con gli altri altri produttori. Pensate che i Google Pixel siano costosi? Che dire, allora, dei principali produttori in vetta al momento?

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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