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Editoriale: gli sbagli di Nokia, il successo di Samsung

Oggi siamo abituati sempre più a pensare che i nostri dispositivi facciano cose “normali” come scattare splendide fotografie e caricarle su piattaforme social, registrare video in 4K, editarli on the fly e quanto di più smart riusciamo a pensare.

C’era un tempo, ma non è l’inizio di una favola almeno non per Nokia, in cui queste cose erano il futuro. E’ vero che Nokia ha sempre creduto nel futuro, ma lo ha fatto più dal punto di vista “feature” che non “smart”. Come ben sappiamo, la compagnia finlandese si è focalizzata sulla realizzazione di dispositivi cosiddetti “feature phone”. Questi, se non lo sapeste, sono oggi l’ombra di quella che era ritenuta un’era futuristica in cui un telefono portava avanti alcune caratteristiche che lo rendevano unico e quindi desiderabile.

Ma una nuova luce stava iniziando a brillare e me ne resi conto quando dal buon Nokia 3650 sono passato al mio primo smartphone, un HTC Wizard. Non avrei mai immaginato che, se in tasca avevo un terminale con Windows CE e nello zaino un portatile con Linux Sabayon, un giorno avrei avuto anche uno smartphone con lo stesso kernel Linux che tanto amavo.

Perché se a far tremare Symbian (il sistema operativo usato da Nokia, quasi in un delirio di insistenza) non riuscì nemmeno Microsoft con le successive nuove versioni di Windows Mobile, da Mountain View si stava destando un piccolo robottino verde, ma non di invidia.

Samsung, al contrario della finlandese, ha creduto in Google, ha creduto in Android. Ha creduto più nel piccolo robottino verde che nei propri sistemi operativi per dispositivi mobili. Di contro Nokia fu acquisita da Microsoft che pensava di poter rilanciare nel mercato la società, ma persino con la nuova veste grafica (e non solo) Windows su smartphone non ha faticato poco ad affermarsi.

In quel periodo, Samsung stava strizzando gli occhi per l’abbagliante successo di Galaxy S2 e si apprestava a lanciare il suo successore, quello che tutti ricordiamo come semplicemente “l’S3”. Samsung ne ha beneficiato in termini economici, Android in termini di diffusione.

Nokia, che ha governato il mercato per svariati anni, adesso è anche lei parte dell’ecosistema verde. Scelta obbligata, sì ma a giudicare dagli smartphone che ha commercializzato finora il risultato non è per niente male.

Purtroppo ne ha pagato le conseguenze, ma chissà cosa accadrà nel corso degli anni a venire. Certo è che, se Nokia si sta risollevando da una situazione a dir poco disastrosa, Samsung ha consolidato la sua presenza nel mercato tanto da riuscire a ritirare un terminale di alta fascia, lasciar infuriati i fan ed affrontare conseguenze che economicamente avrebbero segnato chiunque altro. Se state pensando a Samsung Galaxy Note 7 allora avete ben in mente cosa è successo, la velocissima azione intrapresa dal colosso coreano e la profonda cicatrice che ha lasciato tale vicenda sul marchio Samsung. Eppure sta dominando ancora il mercato.

Ma davvero la scelta di un sistema operativo potrebbe essere stata la scelta peggiore che Nokia possa aver fatto? Forse sì, ma di certo Samsung non ha speso soldi solo nella ricerca e nello sviluppo di nuovi dispositivi. Marketing, campagne pubblicitarie, eventi sono la seconda parte (e forse la più cospicua) dell’investimento che ha fatto di Sammy l’attuale leader del settore smarptphone con cuore Android.

Mi viene una domanda in mente: who’s next? Non perché non mi piacciano i terminali Samsung, ma perché in fin dei conti un po’ di concorrenza non guasta non solo per mantenere i prezzi il meno lievitati possibile, ma perché più competitors vuole dire più sfida e verosimilmente anche più funzioni, più innovazione. Huawei? Smartphone pieghevoli? Vedremo, nel frattempo congratulazioni a Samsung, un successo meritato.

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!