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Adreno 650 su Android: driver aggiornabili e display fino a 144Hz

Per la prima volta in assoluto, non solo su Android ma proprio in tutto l’ecosistema mobile, potremmo aggiornare i driver della GPU. Adreno 650, infatti, porterà una cosa che era tipicamente confinata ai PC (sia desktop che notebook) ed alle console. Con Adreno 650, infatti, porta su Android i driver aggiornabili direttamente dal Play Store. Le prestazioni, per altro, come detto brevemente ieri parlando a proposito di Snapdragon 865, saranno ad un nuovo livello.

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Giocare è una cosa seria, specie quando la tecnologia inizia a salire a questi livelli. Al Qualcomm Snapdragon Tech Summit 2019, durante il corso del secondo giorno, sono state svelate alcune delle funzioni di Adreno 650 su Android oltre ai driver aggiornabili. Qualcomm, come vedete nell’immagine qui sopra, ha mostrato il nuovo sistema di gestione delle luci dinamico. Ovviamente, dove c’è luce ci sono anche ombre ed al sistema di luci dinamico si aggiunge anche quello per la gestione delle ombre, anch’esse dinamiche.

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Come se non bastasse, anche se su PC non sono un particolare fan del motion blur, anche su mobile potremmo vedere una sfocatura nei movimenti come su Desktop. Incredibile, non c’è bisogno di dire che gaming su Android è sinonimo di Qualcomm, quindi di Adreno.

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Adreno 650, su Android porta il gaming a 144Hz e HDR-10

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Come se non bastasse, grazie ad una partnership PUBG Mobile sarà il primo gioco a supportare il gaming su mobile in True HDR-10. Adreno 650, come visto ieri nel nostro articolo e come Qualcomm ha ribadito oggi durante il secondo giorno dell’evento, supporterà display con refresh rate fino a 144Hz.

Adreno 650, evidentemente, condurrà Android ed il gaming su mobile su un nuovo livello. A partire da funzioni come l’aggiornamento dei dirver, con le ultime ottimizzazioni disponibili, a prestazioni grafiche mai raggiunte finora su uno smartphone. Complimenti Qualcomm.

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Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!