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Android 10 Live Caption in funzione, ancora da affinare

Lo abbiamo visto durante il corso del Google I/O 2019 ed il nuovo strumento di trascrizione del parlato era davvero stupefacente. Android 10, come ben saprete ormai, integra in Live Caption un motore basato sull’intelligenza artificiale in grado di “capire” il parlato in un video e generare automaticamente i sottotitoli. Purtroppo, dal rilascio fino ad adesso, di questa funzione ancora non se ne può beneficiare.

Per chiarezza, nelle impostazioni di accessibilità di Android 10 sui Pixel è possibile attivare Live Caption (o Trascrizione Automatica). Sfortunatamente non è funzionante, probabilmente per un’attivazione lato server che ancora manca. I ragazzi di Xda Develpoers sono riusciti comunque a produrre un video in cui su Android 10 Live Caption è pienamente funzionante.

Come abbiamo avuto modo di vedere dal video, ancora ci sono pochissimi dettagli da affinare. Ma non sembra per niente male, il funzionamento è fluido. Alcuni errori della trascrizione, però, sono dovuti a fattori che potrebbero influire notevolmente in lingue in cui la pronuncia differisce molto dalla parola scritta.

Per esempio è evidente a chiunque che quando l’autore del video pronuncia “OnePlus 7T” dice qualcosa del tipo “oneplus sevent”. Trascinando un po’ quella T, infatti, la stessa sensazione che ho sempre avuto guardando i video del nuovo top di gamma cinese l’ha avuta Live Caption. Nel testo prodotto compare “OnePlus 17T”, ma probabilmente non è un errore che verrà ripetuto.

Il motore di Live Caption, basato sull’IA imparerà presto a distinguere il suono corretto. In italiano quel che scriviamo viene pronunciato esattamente per come viene scritto, quindi potrebbe essere un suggerimento per Google. Perché non ci fai testare Live Caption e, quindi, Live Transcribe? O meglio, vediamo se Trascrizione Automatica in italiano a difficoltà o funziona meglio che in inglese?

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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