venerdì , Maggio 7 2021
Huawei P30 Pro ban FedEx shipment denial

Ban Huawei FedEx blocca la spedizione di un P30 Pro

A volte capita di imbattersi in vicende assurde, al limite del ragionevole e basate sulla disinformazione. Ammesso e non concesso che il terminale sia stato spedito da un ufficio all’altro di due sedi diverse di PCMag. Ma Huawei P30 Pro non è incluso nella lista di terminali banditi dagli USA perché commercializzato ben prima del ban. Comunque, FedEx ha rifiutato la spedizione di P30 Pro per via del ban. O almeno questa la giustificazione che potete vedere nella foto condivisa da Sascha Segan su Twitter.

Due editori per una testata giornalistica che lavorano in sedi diverse può capitare, ma può anche capitare che lavorino da casa. Comunque, il terminale non è stato nemmeno spedito da Huawei, bensì da un collega ad un altro, dal Regno Unito agli Stati Uniti. FedEx per via del ban di Huawei ha reiterato il pacco contenente il P30 Pro al mittente, con la giustificazione che vedete sopra.


A questo punto per una serie di accuse di cui non hanno prove, il governo americano cos’ha intenzione di fare? Quante altre aziende vuoi mettere in difficoltà simili, caro presidente Trump?

Huawei ban, FedEx se ne lava le mani della spedizione di un P30 Pro?

In un certo qual senso, vogliamo spezzare una lancia in favore di FedEx anche se non è arrivata una risposta ufficiale. Non vogliamo tenere in considerazione quelle dell’assistenza clienti. La situazione generata dal governo USA sta mettendo tutte le aziende su una sorta di chivalà. La cosa è tale che, non appena sentono parlare di Huawei, scatta il “non voglio avere niente a che farci”.

Non è una giustificazione per FedEx che a causa del ban di Huawei si è rifiutata di spedire il P30 Pro. E’ un semplice tentativo di comprensione. Comprendiamo dall’azienda al dipendente che, in quel momento, ha deciso di agire in quel modo e prendere quella decisione.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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