venerdì , Ottobre 23 2020
FaceApp consenso informato privacy

FaceApp e il consenso informato per caricare le foto

Sebbene ci sia un po’ trambusto intorno all’applicazione, almeno un passo per la risoluzione di uno dei problemi tecnici è stato fatto. Proprio ieri vi abbiamo parlato di FaceApp e del fatto che non informava gli utenti del caricamento delle foto sui loro server. Abbiamo seguito l’analista Jane Manchun Wong su Twitter e la sua giusta polemica a tal proposito. Proprio nelle ultime ore, l’applicazione si è aggiornata mostrando su FaceApp l’avviso che vedete qui sotto, chiedendo di fatto il consenso informato per l’upload delle foto.

Come potete vedere, FaceApp ci avviserà adesso che l’applicazione dovrà caricare la foto sui server per le modifiche. Da un lato, ma lo avevamo detto in precedenza, la mossa è più che legittima. Indipendentemente dal fatto che usano un motore basato su IA per l’elaborazione e che richieda una elevata potenza di calcolo, è giusto che proteggano il codice.

Vedersi rubare il proprio lavoro, con la facilità con cui vengono smantellate le applicazioni Android per essere analizzate e quindi copiate, non è bello per niente.

Velocissima la risposta degli sviluppatori russi di Wireless Lab, FaceApp adesso richiederà il nostro consenso informato per il caricamento delle fotoFaceApp adesso richiederà il consenso informato per caricare le foto sui loro server per la modifica. Velocissima la risposta di Wireless Lab, problema risolto?. Adesso gli utenti sapranno che per modificare le loro foto dovranno necessariamente passare per i server della software house. Voi avete usato FaceApp? Sapevate, prima di adesso, che dovevate caricare sui server di FaceApp le foto per la modifica? Fatecelo sapere usando il box dei commenti qui sotto. Tutto è bene quel che “finisce” bene? Vedremo.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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