lunedì , Novembre 30 2020

Google Live Caption, Android parlerà a tutti

Poche volte potrebbe capitare di vedere un video dimostrativo di una nuova tecnologia e sentire allo stesso tempo entusiasmo e commozione. Google Live Caption sarà la nuova funzione con cui Android riuscira a parlare con tutti.

“Il silenzio non è sempre d’oro. Per milioni di Americani che hanno problemi di udito, la televisione è uno schermo muto. Non è frustrante?”. Quando a dirlo è la bellissima Nanette Fabray, scomparsa all’età di 97 l’anno scorso a Febbraio, presentando per la prima volta i sottotitoli in alcuni programmi TV nel 1972, la comunicazione ha ancora più effetto.

Google ha lavorato al fianco di YouTube ed Anthony Tripaldi ne spiega il lavoro intenso e senza riposo che ha condotto finalmente ad un risultato del genere. Android, grazie a Google Live Caption, riuscirà a comprendere il parlato e trascriverlo sotto forma di sottotitoli come accade su YouTube, per farvi un esempio.

“Se YouTube ha i sottotitoli ed anche la TV ha i sottotitoli… Perché Android non dovrebbe avere i sottotitoli?”. E’ la domanda esclamativa che chiude l’introduzione di Tripaldi e penso che una standing ovation virtuale sia più che meritata.

Perché vedere una persona che per un motivo o per un altro ha perso la possibilità di ascoltare il mondo, ma che in quel momento sorrideva di gioia perché qualcosa riesce a penetrare quel silenzio che li rinchiudeva dentro un guscio invisibile è davvero emozionante. Brava Google, non ci sono parole per spiegare cosa si possa provare in questi momenti ma tu ce l’hai fatta.

L’articolo è demonetizzato nel suo corpo perché ci sentiamo davvero coinvolti dall’emozioni che Google ha regalato a chi non può sentire il mondo come lo sentiamo noi. Grazie Google.

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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