giovedì , Novembre 26 2020

Google Pixel 3a l’unboxing andato male!

Iniziamo con un disappunto, iniziamo male Google. Quando ordiniamo Google Pixel 3a, riceviamo in regalo un Google Home Mini. Questa sarebbe anche una splendida cosa, se non fosse che la “povertà” dell’imballaggio a cui viene affidata una spedizione internazionale ne ha rovinato il contenuto. Al momento non abbiamo aperto Google Home Mini e come avrebbe fatto chiunque, abbiamo chiamato l’assistenza di Google Store per chiedere informazioni. Cambieranno Home Mini, ma ne dovremo acquistare uno nuovo per ricevere poi un rimborso. Google ha confezionato una spedizione internazionale con una scatola di cartone così leggero da rompersi al primo impatto. Il corriere ci ha avvisato che la scatola era così, accettando senza batter ciglio la nostra firma con riserva di controllo. Cercare il colpevole e trovarlo nel corriere non è assolutamente la nostra intenzione, se non fosse che quelle che vedete qui sotto sono le foto di come è stato confezionato il tutto da Google.

Siamo sicuri che Google Home Mini funzioni perfettamente, ma non è bello vedere una cosa del genere. Lo smartphone appena lanciato sul mercato e che un utente acquista, non dovrebbe essere confezionato con questo pressapochismo.

La carta protettiva è stata usata, purtroppo, solo come “riempimento” degli spazi vuoti ma non in modo oculato. Google vuoi usare la carta per proteggere bene i dispositivi? Guarda un esempio.

Siamo consapevole che Pixel 3a è perfettamente integro, ma lo smartphone è messo in una bustina di plastica che se le avessimo detto “fatiscente” avrebbe risposto “grazie”, a mo’ di complimento. Ma il Pluriball? Non costa tanto, una striscia di pluriball, infatti, da 1x30m su Amazon costa circa 16€. Supponiamo che dentro una scatola del genere ce ne vada appena mezzo metro quadrato, sarebbe costato poco meno di 30 centesimi proteggere tutto con il pluriball.

L’unboxing “vorrei, ma non posso”

Ricapitoliamo confrontando quello che volevamo proporvi con quello che siamo costretti a fare. Era nostra intenzione proporvi un unboxing a partire dalla scatola di spedizione, ma dovremmo accontentarci di proporvi un unboxing della scatola del telefono. Sarebbe stata una sorpresa, durante il video, vedere cosa c’era dentro. A rovinarci la festa un disguido, ma volente o nolente ne mette in luce il punto di vista più importante per noi: l’utente finale merita un confezionamento simile? I dispositivi, specie gli omaggi, meritano un imballaggio del genere? Un contenitore per niente sicuro (dai Google, non vogliamo essere polemici ma ci sono altre aziende che spediscono con cartone “militare”, roba che per aprirlo devi chiamare gli artificieri e c’è pure il sorriso sulla confezione) ed un imballaggio protettivo realizzato solo per non far “muovere” i due oggetti all’interno del pacco.

E’ successo a noi, speriamo che non accada ad altri. Speriamo che la qualità (intesa come grado di protezione) possa decisamente migliorare perché così no, non ci siamo Google. A breve, quindi, cercheremo di portarvi nel miglior modo ormai possibile Google Pixel 3a a partire proprio dall’unboxing. Vi preghiamo di scusarci per l’enorme ritardo con cui vi porteremo anche la recensione di Pixel 3a, ma grazie in anticipo per il sostegno che comunque ci avete dimostrato finora!

Siete fantastici! Proprio per questo, con noi non si sbaglia. Noi rappresentiamo voi, dal primo all’ultimo articolo scritto da Italia Android. Perché voi potreste affidare a noi le discriminanti per i vostri acquisti.

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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