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Huawei brevetta Harmony OS

Huawei brevetta un nuovo sistema operativo: Harmony OS

Anche se la situazione sembrava un attimo un po’ più rilassata, almeno con il permesso di Trump alle aziende americane di vendere a Huawei i propri prodotti, la cinese non molla. Cercare, dal momento in cui la situazione si era scaldata, vie alternative non è del tutto banale. Huawei, ha ottenuto da poco un nuovo brevetto, per un sistema operativo che a quanto pare si chiamerà Harmony OS.

Come possiamo vedere insieme, la classificazione di applicazione del brevetto riguarda, appunto, un sistema operativo per terminali mobili. Ma cerchiamo di fare chiarezza sulle cose sicure e poi, se ce ne dovessero essere, cerchiamo di chiarificare i dubbi del caso.

Prima di tutto in Cina, ormai lo sappiamo, Huawei non può usare Google ufficialmente, quindi la licenza per i servizi di Big G è esclusa a priori. In Cina, pertanto, se usare Android o HongMeng OS è una decisione che Huawei può prendere in completa libertà.

Per quanto riguarda la situazione globale, Huawei se non dovesse riottenere l’accesso alle licenze di Google per l’uso di Android, ha bisogno di un’alternativa. Con il tempo concesso dall’amministrazione Trump, Huawei si sta organizzando e lo sta facendo ovviamente in modo minuzioso. Per l’hardware ed i componenti necessari, l’allarme sembrerebbe rientrato, ma per il software tutto è avvolto nel mistero.

Huawei Harmony OS, la versione globale di HongMeng OS?

Prima si era parlato di Ark OS, poi anche di Avrora OS ed adesso Huawei brevetta un altro sistema operativo, Harmony OS. Secondo le fonti in possesso dei colleghi di Let’sGoDigital, questo dovrebbe essere il moniker (nomignolo) che il sistema operativo dovrebbe avere globalmente.

Tutto, in effetti potrebbe avere un senso. Il nome arkOS, se non lo sapete, appartiene già ad una nota distribuzione Linux, quindi potrebbe incappare in problemi se usasse quel nome. Anche se non è più attiva, la distribuzione per Raspberry Pi o comunque dispositivi ARM, potrebbe ancora essere coperta da diritto di proprietà intellettuale.

Ancora, lo sappiamo bene, manca poco più di un mese alla fine della tregua dal ban. Cosa accadrà in quel momento, non lo possiamo nemmeno immaginare in nessun modo. Sicuramente ne sapremo di più, ma sta di fatto che la cinese non ha intenzione di farsi cogliere alla sprovvista. Non un’altra volta, brava Huawei.

Fonte

Informazioni suNazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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