lunedì , 24 Febbraio 2020
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Huawei contro USA: scatta l’appello al ban

Pesante e dirompente, ed oltremodo legittima arriva la reazione dell’azienda cinese. Il ban che era stato imposto a Huawei, emesso direttamente dal governo degli Stati Uniti, prevedeva l’esclusione dal mercato americano della cinese in modo totale.

Il responsabile legale di Huawei ha presentato formalmente il ricorso in appello alla corte degli Stati Uniti, con il quale richiede la rimozione del bando dal mercato americano.

Il 16 Maggio è stato proclamata la sentenza, esecutiva, senza nessun processo. A detta dei legali di Huawei, il fatto costituisce una violazione della costituzione. Additata, quindi, come tiranna l’amministrazione di Trump, la svolta potrebbe essere imminente. Non si può applicare una legge senza che ci sia stato un processo che ne abbia determinato la colpevolezza di un imputato, in questo caso Huawei.

Staremo a vedere, ma solleva un interrogativo a proposito delle vicende che si stanno susseguendo: probabilmente la recente mossa della SD Association ha qualche legame o semplicemente hanno visto lungo?

La cosa che mi stupisce, comunque, dell’atteggiamento globale è: perché dislocare le produzioni in altri paesi se poi sai per certo che, una volta in possesso del Know How necessario, potrebbero mettersi in proprio? Perché acquistare prodotti all’estero e lamentarsi poi della sicurezza? Trump, vuoi una rete 5G “non cinese”? Chi indovina la risposta, può benissimo scriverla nei commenti qui sotto.

Aggiornamento

Anche la WiFi Alliance fa retro front, reintegrando la cinese nella lista delle società membri. Poco per volta, la situazione potrebbe migliorare. Ma se il ban è un atto anti costituzionale, ancora manca la mossa di Google.

Sicuramente saranno giorni tormentati per il governo USA che si trova a fronteggiare, adesso, le accuse fondate della compagnie cinese.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!