giovedì , Novembre 26 2020

Huawei: abbiamo due fornitori per ogni componente

La tempesta che si stava per abbattere sulla cinese, per fortuna, sembra placarsi. Mosse le accuse di spionaggio da parte del governo americano, non sono state ancora supportate da prove concrete. Solo ipotesi, teorie, senza nessuna dimostrazione. Eppure il ban, che ormai sembra prossimo alla rimozione, non ha per niente intimorito più di tanto Huawei. Per questo, in un’intervista con Xinuhanet, il Presidente degli Affari Globali ha affermato che Huawei ha almeno ben due fornitori per ogni componente.

Produrre autonomamente ogni componente sia per smartphone, per tablet o per le apparecchiature che la cinese produce è aleatorio, piuttosto che fattibile. Sarebbe, in effetti, una catena di produzione un po’ troppo lunga ed estremamente dispendiosa da mantenere. Inoltre, a questo costo di gestione, va sommato anche il capitale che la cinese spende annualmente per la Ricerca e Sviluppo.


Per i componenti che sono necessari per le produzioni, Huawei ha più fornitori e questo è abbastanza normale, anche in termini di approvvigionamento. Quello che, comunque, non può prendere dall’esterno è ovviamente la licenza di uso per i servizi di Google.

Se al sistema operativo in sé ci sono le soluzioni, comunque non è la prima volta che Huawei auspica la cooperazione. Fa bene a tutti, come sottolinea Zhang Gang (Professore Assistente di Economia) parlando degli investimenti e delle risorse umane che Huawei impiega nella ricerca. Da 300 ingegneri, in molti stati anche europei, Huawei potrebbe persino incrementare il numero a 400.

Forte Huawei, pronta a darne dimostrazione. Nella situazione in cui si sta trovando e dalla quale speriamo esca prima possibile, ne uscirà rafforzata.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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