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Huawei foldable a conchiglia, ecco il brevetto

Partiamo consueta premessa di casi del genere, un brevetto non significa affatto che uno smartphone è destinato ad arrivare. È un territorio che una qualsiasi azienda vuole esplorare e, prima che lo facciano altri, si appropria dell’idea. Huawei, quindi, potrebbe esplorare il concetto di terminale pieghevole, o foldable che dir si voglia, a conchiglia.

Non che Huawei non ne sia capace, anzi. Sappiamo che Mate X è pronto alla commercializzazione, ma alcuni ritardi in territorio europeo potrebbero avere radici politiche. Purtroppo, ricordiamo che l’annosa vicenda che ha portato alla perdita dei Google Mobile Service, ancora non si risolve. Comunque, a quanto pare Motorola Moto RAZR non sarà l’unico piegheole a conchiglia.

Già da Maggio sapevamo che sarebbero arrivati molti altri terminali pieghevoli, a confessare è stata proprio Google durante la presentazione di Android 10 al Google I/O 2019. Stando al brevetto, comunque, non è facile capire se il terminale si chiuderà solo all’interno o sarà possibile piegarlo anche all’esterno.

Secondo un rumor, potrebbe piegarsi anche all’esterno, lasciando le fotocamere esposte per i selfie. Scenario, del resto, già avvistato con Mate X e con Royole Flexpai.


Anche Huawei interessata ai pieghevoli (foldable) a conchiglia

Giusto per precisare, l’ultima slide sembra proprio non essere in accordo con quelle condivise da RODENT950. La zona franca, alla fine c’è ed è sempre quella che si tratta di brevetti. Sono idee che, nel momento in cui viene approvata la proprietà intellettuale, appartengono all’azienda che ne ha richiesto il patent. In questo caso, Huawei sembra proprio intenzionata a lavorare su un terminale pieghevole o foldable a conchiglia. Speriamo di scoprire presto a che punto si trova la lavorazione. A voi non piacciono questi concetti di smartphone? Perché non ce lo fate sapere usando il box dei commenti qui sotto o visitando la nostra pagina Facebook?

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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