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Huawei Mate 30 Pro, smontato pezzo per pezzo

Per amore della fotografia, ecco un Huawei Mate 30 Pro smontato (quasi) pezzo per pezzo. Prima ancora che finisca nelle mani del sadico Zack di JerryRigEverything, ecco un’immagine molto bella del top di gamma cinese a nudo.

Immagine

Avendo assemblato il mio PC, riparato in passato alcuni smartphone laddove possibile, cambiato batterie a non so quanti iPhone, una foto del genere mi attrae in modo particolare. Notare la complessità di uno smartphone dalle funzioni e dalle specifiche tecniche, fa di noi dei “geek” del settore. Ma vederlo messo a nudo in questo modo, è uno spettacolo vero e proprio.

Estraendo dall’immagine complessiva quella che vedere qui sotto possiamo vedere il mono blocco con i 4 sensori posteriori. Mentre qui sotto possiamo vedere come in uno spazio risicato trovino posto i due membri della scheda madre.

Nel suo complesso la foto è meravigliosa, bravissimo all’autore. Noi non possiamo far altro che ammirare la qualità costruttiva, frutto dell’impegno profuso da Huawei. Mate 30 Pro, in questa foto in cui è stato smontato pezzo per pezzo, mostra non solo l’impegno, ma il perché un terminale di questa specie costi uno sproposito.


Il prezzo di Huawei Mate 30 Pro, anche se non è ancora stato ufficializzato per l’Italia, non sarà di certo “economico”. Così come il terminale non manca di niente, eccezion fatta per il Play Store anche se rimediabile facilmente, il prezzo di lancio non potrebbe essere inferiore ai 1.000€.

Huawei Mate 30 Pro, se non considerassimo il budget come una discriminante per l’acquisto, è uno dei tre terminali migliori che abbiamo visto insieme in questo 2019. Gli unici a poter competere per innovazione saranno Google Pixel 4 e Xiaomi Mi Mix Alpha. Ma intanto, complimenti Huawei. Voi preferite Huawei Mate 30 Pro smontato o integro?

Fonte

Aggiornamento

Ecco il video del teardown, buona visione!

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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