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Huawei P30 Lite, EMUI 10 Beta anche in Europa

Dopo i P30 (sia normale che Pro), adesso tocca anche al piccolino di casa Huawei. P30 Lite, infatti, ha iniziato a ricevere la versione di test di Android 10, ovvero EMUI 10 Beta. Vorremo non tenere in considerazione che la situazione di Huawei ancora non è stata sbloccata. Anzi vige lo stallo più assoluto con l’amministrazione Trump che non intende retrocedere. Ma almeno per i possessori della variante Lite di P30 arriva una buona notizia.

Lasciando perdere le vicende legali di cui vorremmo non occuparcene mai, Huawei ha dato il via libera al test della nuova versione di Android. Per poterla usare, però, arriva una raccomandazione indispensabile. Obbligatorio, come requisito iniziale, è accertarsi di essere dotati della versione di EMUI 9 targata 9.1.0.248 o superiore, se disponibile.

Una volta verificato che la versione firmware sia quella richiesta per l’aggiornamento alla beta, assicuratevi di aver eseguito un backup completo dei dati sensibili. Se tutto è pronto, d’altro canto vi ricordiamo che usare una versione beta di un software è un rischio che non dovreste correre. L’uso del software non ottimizzato, molto probabilmente, potrebbe minare l’usabilità quotidiana del terminale.

Fra le novità più importanti di EMUI 10, che quindi arriveranno anche su P30 Lite, vi ricordiamo il nuovissimo Dark Mode Engine di Huawei. Oltre alle novità di Android, il Dark Mode Engine è un sistema di API pensato da Huawei per aiutare gli sviluppatori a render il supporto al Dark Theme più semplice ed integrato con EMUI.


Il rilascio anche per P30 Lite di Android 10 con EMUI 10 potrebbe arrivare subito dopo la fase di beta. Sarà interessante seguirla, in modo tale da potervi aggiornare quanto prima possibile del rilascio ufficiale.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!