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Huawei, altri 90 giorni di sospensione del ban

L’amministrazione Trump si appresta ufficialmente ad estendere la seconda sospensione del ban con una terza. L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare il prossimo lunedì, garantendo a Huawei altri 90 giorni di sospensione dal ban. La questione, sebbene non trovi ancora una soluzione, potrebbe addirittura procrastinarsi. Se i problemi principali per l’America derivano dalla perdita di assistenza per le reti rurali, l’ecosistema smartphone è un problema di carattere globale.

Ricapitolando in breve. In Cina nessun OEM è autorizzato ad usare i servizi di Google e, quindi, a preinstallare le applicazioni di Big G per i terminali commercializzati entro la Grande Muraglia Cinese. Purtroppo però, dopo la decisione presa dal governo degli Stati Uniti, a Huawei è stata ritirata la licenza per l’integrazione dei servizi mobili di Google (o Google Mobile Services) per la distribuzione globale. Di fatto, per esempio, Huawei Mate 30 e Mate 30 Pro sono stati presentati senza le applicazioni Google preinstallate. Ovviamente, prima fra tutti a mancare è l’app del Play Store. Huawei può rilasciare aggiornamenti per i terminali che hanno già la certificazione di Google, ma non commercializzare nuovi terminali con i GMS.


Tutto questo, ricordiamo, sta avvenendo senza uno straccio di prove. È un po’ come il discorso “potenzialmente siamo tutti assassini”, finché non viene dimostrata la colpevolezza di un imputato, una condanna non è costituzionale in America. Cosa per cui Huawei ha intentato causa al governo americano, è proprio l’incostituzionalità della decisione. Se servono le prove per portare in tribunale qualcuno, serve un processo prima di emettere una condanna. Ma Trump, al momento, sembra impicciato in altre vicende legali. Il Karma, Donald.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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