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Huawei e TSMC: gli USA bloccano i nuovi ordini di chip

Prima, TSMC esordisce con l’annuncio dell’investimento di ben 12 miliardi di dollari per la produzione di chip a 5nm negli USA. Adesso, invece, pare da quel piano potrebbe essere depennato un committente. Sì, perché con la nuova mossa per cercare di arrestare la crescita della Cina, gli USA sferrano un nuovo fendente. Si tratta di un’arma a doppio taglio, prima a danno di Huawei, poi a scapito di TSMC costretta a non poter più prendere ordini da Huawei.

Benché la produzione degli ordini già accettati verrà terminata, Huawei quindi non potrà più acquistare i chip da TSMC. L’azienda taiwanese, in equilibrio precario fra Cina e USA, potrebbe essere costretta a vedere il suo fatturato scendere di “qualche” milione di dollari. Se gli Stati Uniti d’America vogliono arrestare da un lato la crescita di Huawei (e quindi della Cina), dall’altro continuano a danneggiare le loro stesse compagnie. Fra i clienti di TSMC, giusto per citarne qualcuno, ci sono aziende come NVIDIA, Qualcomm ed Apple. Leggendo le statistiche sulle quote di mercato, Huawei è la terza azienda per vendite di smartphone.

Huawei non può acquistare da TSMC, quale sarà il prossimo fornitore?

Insomma, gli USA potrebbero chiedere all’azienda taiwanese di rinunciare ad una buona percentuale del fatturato annuo. Huawei e TSMC, quindi, sono costrette ad interrompere il loro rapporto. L’alternativa potrebbe venire dall’Europa, precisamente da STMicroelettronics. Già ad Aprile 2020 sono stati stipulati degli accordi fra il colosso cinese ed il chipmaker europeo.

Sapevamo che Huawei aveva accumulato una discreta quantità di chip, in vista di mosse particolarmente aggressive del Governo Americano. Questa, manco a dirlo, è proprio una di quelle mosse per cui Huawei era già pronta. Il Governo Cinese, per voce del Dipartimento del Commercio, ha comunque affermato che intende opporsi fermamente a tali restrizioni.

La mossa, di certo, non danneggerà Huawei più di quanto non possa danneggiare, invece, TSMC. In fin dei conti, quella che vende è TSMC. Se un cliente non trova un prodotto presso un venditore, chi gli vieta di andare a cercarlo altrove? Inoltre Huawei potrebbe avere già una soluzione, ma TSMC, sta già affrontando un investimento cospicuo per spostare la produzione di waffer in USA.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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