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huawei mate 30 pro

Mate 30 Pro su DxOMark, il primo a superare i 120 punti

Un risultato ampiamente prevedibile, visto il comparto fotografico che trova il suo spazio nel nuovo Halo Ring. Con due sensori da 40MP dedicati alla fotografia ed alla registrazione dei video, Huawei Mate 30 Pro su DxOMark riceve una valutazione complessiva di 121 punti. In dettaglio, qui di seguito trovate le valutazioni per ogni aspetto esaminato dallo staff del noto sito di benchmark fotografico.

Huawei Mate 30 Pro su DxOMark

Il terminale con cui, durante il corso dell’intera presentazione, è stato messo a confronto, manco a farlo a posta è Galaxy Note 10+. Fra la versione 4G e quella 5G non ci sono differenze dal punto di vista fotografico, quindi sui sotto vi proponiamo lo stesso schema valutativo della controparte coreana.

Il distacco, in termini di punteggio, non direbbe niente di che. Tuttavia possiamo subito notare che un piccolo e significativo distacco nei confronti di Note 10+ è significativamente spalmato su tutti i punti di analisi. Nel comparto fotografico, comunque, il pupillo coreano eccelle sia per Bokeh che per scatti con il sensore grandangolare. Per quanto riguarda la registrazione dei video, un solo punto di distacco equivale a dire un ex equo.

Dire chi sia il migliore per la fotografia è comunque difficile. Che Mate 30 Pro era predestinato a riportare il primato di DxOMark a Huawei non era difficile come previsione. Ma la differenza fra tutti i terminali, agli occhi di noi comuni mortali, è minima. Tutti sono in cima in una classifica analitica molto severa e che non le manda a dire a nessuno.

Bravissima Huawei, comunque, Mate 30 Pro è uno degli smartphone più interessanti del 2019. Per il 2020 già ci sono alcune premesse di cui quella più innovativa è senza dubbio Mi Mix Alpha. Come si fa a trattenere la golosità?

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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