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Microsoft parla di Huawei, trattamento sleale

Potrebbe essere un atteggiamento pretestuoso, ma non lo è stato per niente. Brad Smith, presidente di Microsoft, ha parlato apertamente a Trump in favore di Huawei. La compagnia cinese sta ricevendo un trattamento sleale. Anti-americano. E se a dirlo è un americano può far riflettere, le affermazioni che ha riferito al Bloomberg Businessweek ancora di più.

Lasceremo la vicenda politica che c’è dietro, anche perché per quel minimo che ci compete può non interessarci molto che Smith abbia sostenuto la campagna di Hillary Clinton. Il fatto è che la sua affermazione, seguita da una giustissima metafore, rappresenta l’inefficienza del giudizio avventato dell’amministrazione Trump.

Spesso, la risposta che riceviamo è “Bene, se tu hai saputo quello che sappiamo noi, allora sarai d’accordo con noi”. Allora la nostra risposta è “Bene, facci vedere cosa sai e decideremo per noi stessi. Così funziona il nostro paese”.

Dire ad un industria tecnologica che può continuare a vendere i propri prodotti, ma non comprare sistemi operativi o chip, è come dire ad un hotel che può affittare le camere, ma senza letti o senza pasti nel suo ristorante.

Microsoft, Trump anti-americano con Huawei

Opinione semplicemente matura, decisa e nemmeno poi tanto diplomatica. Se dovessimo descrivere lo spirito americano, noi che lo vediamo dall’esterno, potremmo usare la parola libertà. Ma il punto cruciale è che se Brad Smith ha chiesto le prove al governo americano, non può esserci una risposta del genere. Non si può immaginare che alle soglie del 2020, un’amministrazione presidenziale dica “Se tu sai quello che so io”, con atteggiamento che abbiamo timore di definire mafioso, ma sicuramente irrazionale.

Conclude Microsoft, Trump deve tener conto che il ban di Huawei sarà un boomerang. Aggiungiamo noi che questo provvedimento sta arrivando senza le evidenze che servirebbero per passare ai fatti, alla condanna senza processo. Senza prove schiaccianti, del resto, nessun giudice in nessuno stato può giudicare colpevole, né un cittadino né un’azienda come Huawei. Trump sì.

Fonte

Informazioni suNazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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