sabato , Dicembre 7 2019
Home / Notizie / Motorola RAZR cambio del display a “soli” 299$

Motorola RAZR cambio del display a “soli” 299$

Se pensiamo all’acquisto di un nuovo terminale, molto spesso uniamo alla lista una cover ed anche dei proteggi schermo. Per i classici “candy bar” il materiale più comune e ricercato è il vetro, poiché ovviamente aggiunge uno strato assai più resistente delle pellicole in plastica. Sia per spessore che per resistenza del materiale, aiuta ad aumentare la resistenza del display. Del resto rompere il display è l’incubo di chiunque ha a cuore il proprio smartphone. Motorola, proprio per questo, propone la sostituzione del pannello su RAZR 2019 a soli 299$ ed il cambio del display, paradossalmente, diventa il più economico.

Ora, precisando che l’acquisto di un terminale di fascia media con le stesse caratteristiche può avere un prezzo compreso o al di sotto di quello di riparazione di RAZR. si dovrebbe rinunciare al display pieghevole. Al ritorno di un form factor che ha fatto la storia delle telefonia al livello mondiale. Però se Motorola RAZR costa 1.500$ negli USA, il cambio del display vale circa un quinto del suo prezzo di acquisto.

Un pannello flessibile, come abbiamo visto dall’esperienza di Galaxy Fold, è estremamente delicato. Ma se su Huawei Mate X la sostituzione del display raddoppia (600$), Samsung su Galaxy Fold sconta a 149$ la prima riparazione. Che sia un pannello flessibile o un tradizionale display con vetro in Gorilla Glass, avere cura del proprio terminale allunga la vita utile. Ma soprattutto, scongiura interventi fuori garanzia.

A questo proposito, che ne dite di farci sapere come trattate il vostro smartphone? Ne avete scelto uno “economico” per contenere i danni accidentali, magari comprandone direttamente un nuovo smartphone, o ne avete cura? Fatecelo sapere sia usando il box dei commenti che venendoci a trovare sulla nostra pagina Facebook.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!