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Nubia Z20, teardown analitico di JRE

“Perché accontentarsi di un solo schermo quando ne puoi avere due? Non solo, a metà prezzo di un normale top di gamma”. Così Zack apre il video con cui, scusate il gioco di parole, apre in due Nubia Z20 per il teardown analitico. Non sono istruzioni per come smontare un terminale, ma in genere non fatelo se non ne avete le competenze. Aprire uno smartphone significa perdere definitivamente qualsiasi garanzia.

Dopo averlo sottoposto al suo test estremo di sopravvivenza, anche questo da non fare a casa, Zack passa al microscopio i terminali. Grazie ai suoi video, possiamo vedere che anche il top di gamma di Nubia, nonostante monti due display, abbia una fattura eccellente. La stabilizzazione ottica delle immagini è presenta sul solo sensore principale da 48MP.

La dissipazione del calore è affidata al telaio del terminale. Nubia, nell’assemblare il terminale, non si è di certo risparmiata nell’applicazione di una generosa quantità di pasta termoconduttiva.

Nubia Z20, la batteria incollata permanentemente non piace nei teardown

L’unica pecca è la batteria, incollata in modo permanente. Sebbene nessuno apra il proprio smartphone in questo modo, condivido comunque la passione di Zack per la “riparabilità” di un terminale. Nonostante tutto, mettere due display in un solo smartphone ed offrirlo al mercato a 549€ non è da tutti.

Nonostante tutto, Nubia Z20 è un terminale eccellente ed il teardown di Zack non poteva far altro che confermarlo. Resistente, al top nelle specifiche e senza notch, grazie al display secondario sul retro per selfie con la fotocamera principale. Bravissima Nubia, gran bel terminale.

Voi che ne pensate? Il doppio display è una cosa che non vi piace e preferite un notch o la trovate accattivante? Come al solito, fateci sapere che cosa ne pensate usando il box dei commenti o visitando la nostra pagina Facebook.

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Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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