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oneplus 7 pro refresh rate display

Oneplus 7 Pro, il display ha refresh rate variabile

Fra le tante cose che emergono di OnePlus 7 Pro e di cui sapevamo poco c’è che il display ha un refresh rate variabile. Questa caratteristica non è per niente male e permette allo smartphone di “adattarsi” alle varie condizioni d’uso.

Se per esempio stiamo guardando un video su YouTube, e sappiamo bene che sono video con massimo 60 fotogrammi per secondo, OnePlus 7 Pro userà una frequenza di aggiornamento di 60Hz. Lo stesso anche durante una chiamata o mentre stiamo scattando una foto o ancora mentre stiamo sfogliando la nostra galleria fotografica. Il cambio a 90Hz verrà fatto in modo del tutto automatico e senza che ce ne accorgiamo quando, invece andiamo ad avviare un gioco.

Questa cosa, chi gioca con il PC o comunque conosce le tecnologie G-Sync di nVidia o Free-Sync di AMD, pemette al terminale di mostrare i contenuti sempre nel modo migliore.

OnePlus 7 Pro, display con refresh rate variabile? E la fluidità costante?

Però Pete Lau, durante la presentazione aveva affermato che il display era super fluido, al contrario di altri smartphone. Rimane un mistero, quindi, se quando aveva continuato dicendo che sbloccava il suo OnePlus 7 Pro solo per scorrere tra le storie di Instagram e vedere quanto fosse fluido lo schermo. Se in quel caso il display stava funzionando a 60Hz, come ha fatto a dire che era così fluido? Probabilmente lo smartphone ha adattato la frequenza di aggiornamento del display aumentandola per poi diminuirla di nuovo quando le immagini a schermo sono tornate più “statiche”?

Staremo a vedere, ma l’interrogativo che si apre dietro la variabilità della frequenza del display di OnePlus 7 Pro non è per niente banale. Se dovessimo avere informazioni a tal proposito ve le illustreremo prima possibile.Voi, nel frattempo, fateci sapere qual è la vostra idea a proposito di OnePlus 7 Pro e del suo display con frequenza di aggiornamento variabile.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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