domenica , Novembre 29 2020

OnePlus 7 Pro resistente all’acqua, ma senza certificazione IP

OnePlus si è resa famosa perché il suo scopo era la commercializzazione di smartphone al top, ma a prezzi stracciati. Sebbene sembrerebbe non essere proprio il caso di OnePlus 7 Pro, un video su YouTube mostra un ulteriore tagli dei costi. OnePlus 7 Pro sarà, infatti, resistente all’acqua ma senza certificazione IP di alcun tipo.

OnePlus, in sostanza, ha realizzato uno smartphone resistente all’acqua tanto quanto un terminale munito di certificazione IP. Le certificazioni IP (o Ingress Protection) hanno un costo e, secondo OnePlus, questo costo non lo sosterremo acquistando il suo prossimo top di gamma.


Al momento attuale, prima della presentazione ufficiale che avverrà il 14 Maggio, le specifiche tecniche di OnePlus 7 Pro prevedono la seguente configurazione hardware:

  • Processore Qualcomm Snapdragon 855 operante a 2,8GHz
  • GPU Adreno 640
  • Display Quad HD+ con risoluzione da 3120×1440 pixel e refresh rate di 90Hz e densità di pixel pari a 516PPI
  • Memoria RAM 6/8/12GB
  • Memoria per l’archiviazione interna 128 o 256GB di tipo UFS 3.0
  • Fotocamere posteriori da 48MP con apertura focale f/1.6 e stabilizzazione ottica delle immagini(principale), e 16MP con apertura focale f/2.2 e angolo di visione da 117° e 8MP con lente telephoto e zoom ottico 3x
  • Fotocamera anteriore di tipo pop-up da 16MP con apertura focale f/2.0, stabilizzazione elettronica delle immagini e registrazione dei video a [email protected]
  • OxygenOS con Android 9 Pie
  • Batteria da 4.000mAh con supporto alla ricarica rapida da 30W
  • Dimensioni 162,6 x 76 x 8,8mm

Se OnePlus pubblica un video del genere, ovvero in cui mostra che il telefono resiste all’immersione senza certificazione IP è certo che sia sicura di quel che sta condividendo. Staremo a vedere cosa emergerà nei prossimi giorni, intanto lasciateci la vostra opinione usando il box dei commenti.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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