giovedì , Novembre 26 2020
oneplus 7 pro teardown

OnePlus 7 Pro teardown: eccolo a nudo

Prima lo tortura, poi lo denuda. JerryRigEverything, dopo aver sottoposto OnePlus 7 Pro alle più sadiche delle torture, ora lo ha messo a nudo rivelando com’è fatto il terminale al suo interno. Godiamoci insieme la visione di OnePlus 7 Pro nel teardown nel video qui sotto.

Questo non è il caso di un video “didattico” o comunque non è assolutamente una spiegazione su come smontare il telefono. Anche se lo fosse non tentateci da soli. Prima di tutto perché perdereste la garanzia, poi perché la back cover è incollata e non c’è nessuna vite a tenerla in posizione.

A parte questo, Jerry ci fa vedere chiaramente come funziona soprattutto il meccanismo di apertura e chiusura della fotocamera anteriore. Ma nel complesso la qualità costruttiva del terminale è stupefacente, tutto è minuziosamente curato.


A parte il colore della batteria che troviamo del tutto secondario, la finestra che ha creato per mettere in mostra il meccanismo della fotocamera anteriore è davvero bello. Chissà se OnePlus lo prenderà sul serio rilasciando una versione “windowed” di OnePlus 7 Pro.

Jerry ha preso il suo OnePlus 7 Pro e lo ha devastato prima, per poi metterlo a nudo in questo video teardown. Ma voi a casa non provateci. Vi ricordiamo che non molte ore fa, a OnePlus sono state fatte le congratulazioni da parte di Redmi con un post sul proprio forum molto singolare.

Chissà cosa accadrà quando uscirà Redmi K20. Guerra tra i top di gamma? Se se la disputano sui prezzi, specie con strategie al ribasso, che ben venga. Ma non possiamo negare che se Redmi vuole superare OnePlus non deve farlo solo sul piano prestazioni prezzo, ma deve considerare anche la qualità costruttiva di OnePlus 7 Pro perché non è per niente male. Brava OnePlus, che cosa risponderai ai ragazzi di Redmi?

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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