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OnePlus 7T, teardown analitico di JRE

Prima li tortura, poi li fa a pezzetti. La prassi di Zack, per fortuna, non cambia e grazie a lui possiamo prima scoprire quanto sono resistenti, poi come sono fatti al loro interno i top di gamma freschi di fabbrica. OnePlus 7T è stato sottoposto al suo test di resistenza (o durabilità), adesso è il momento del teardown. Qui sotto trovate il video appena caricato da Zack sul suo canale JerryRigEverything.


Prima di tutto, vi ricordiamo che durante il test di resistenza il vetro della parte posteriore si era rotto. Non è colpa di OnePlus sicuramente, ma forse una interfaccia un po’ più morbida fra il vetro e il telaio in alluminio avrebbe potuto attutire la pressione.

Quello che si chiede Zack, proprio a partire dall’inizio del teardown, è il senso dell’oblò per le fotocamere. Averlo paragonato ad un Oreo, comunque, rende la cosa solo più divertente. Ma alla fine, il concetto è lo stesso di quello visto su Huawei Mate 30 Pro con il suo Halo Ring Design. A dire di Zack, il top di gamma di OnePlus dovrebbe proprio essere resistente all’acqua. Non avendo la certificazione, comunque, non sarebbe proprio caso che prendiate uno smartphone da 600€ e lo collaudiate per i fatti vostri.

OnePlus 7T, il teardown rivela ben 3 speaker


Se da un lato la dissipazione del calore è stata affidata tramite pasta termoconduttiva al telaio, ma sorprende dal punto di vista audio. La qualità del suono di OnePlus 7T è decisamente elevata, il teardown di Zack mostra infatti ben tre speaker.

Complessivamente, OnePlus non si smentisce sulla qualità. Se a Maggio con OnePlus 7 e 7 Pro la differenza in termini di specifiche era decisamente marcata, questa volta ci siamo. Tutti e quattro i prodotti lanciati per il 2019 sono senza ombra di dubbio superbi, ma OnePlus 7T riporta l’OEM sulla via del Never Settle. Brava OnePlus.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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