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Huawei P30 Pro: pochi i componenti americani

Un report molto interessante di Nikkei Asian Review evidenzia, dalla distinta base di P30 Pro, quanti componenti americani ci sono al suo interno. Con la dicitura distinta base, come ben sapete, si indica un ‘elenco completo sia per parti, che per numero, dei componenti necessari (o delle fasi di processo) per l’assemblaggio di un prodotto.

Per quanto riguarda l’installazione, appunto, su ogni singolo P30 Pro la quantità di componenti americani non arriva nemmeno all’1%. Huawei P30 Pro ha quindi un costo percentuale di poco più del 16%. Dei quasi 60$ di costi complessivi che Huawei paga ai fornitori americani, 40$ (il 69% per la precisione) vanno a Micron Technology per i moduli DRAM.

huawei p30 quanti componenti americani

Possiamo fare qualche speculazione? Assolutamente sì, ma dobbiamo entrare in una condizione mentale tale da interpretare questi numeri come teorici. In base al numero di terminali venduti della serie P30, ipotizziamo un numero di moduli di DRAM identico. Sappiamo che Huawei ha venduto 10 milioni di unità in 85 giorni, quindi ha usato 10 milioni di moduli DRAM per 10 milioni di P30 prodotti. Il che significa che ha generato per Micron Technology un incasso 400 milioni di dollari.


P30 Pro, i componenti americani sono pochi

Huawei, dovendo acquistare soltanto 15 componenti da fornitori americani, potrebbe trovare facilmente le alternative. Il problema, per quanto lo voglia (o meno) ammettere il governo americano, è trovare un altro acquirente come Huawei. Con all’interno di ogni P30 Pro un numero di componenti americani così esiguo, ma con l’incidenza di costo di un singolo componente di poco meno del 70%, Micro Technology potrebbe avere una perdita annuale considerevole.

Ricordate i 400 milioni di dollari ipotizzati prima? Sono stati generati in termini di costo per Huawei in 85 giorni, ovviamente non riflette però il riordino delle scorte a magazzino, contratti di royalty etc. Trump, se così rendi più forte Huawei stai anche per dare stangate epocali alle aziende compatriote.

Noi speriamo che la situazione si sistemi, che si possa trovare un accordo e soprattutto che le nostre stime siano sbagliate. Però, ci sono troppe poche voci a sostegno di Huawei che finora si trova sul rogo americano, accusata senza prove di stregoneria.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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