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Pixel 3a foto buio

Pixel 3a foto al buio migliori di iPhone X

Annunciato pochi giorni fa, Pixel 3a è già il cavallo di battaglia di Google per le foto al buio e va a sfidare direttamente iPhone X. Può un terminale economico competere sul piano della fotografia “notturna”? A quanto pare sì, ma la questione del “piano di competizione” è stata presa un po’ troppo sul serio come potrete facilmente notare nella foto qui sotto.

Pixel 3a foto al buio

Lo spot pubblicitario che vedete qui sopra è stato veicolato da Outfront, nota azienda pubblicitaria americana. Prime è il servizio premium di sponsorizzazione e Pixel 3a per le sue foto al buio meritava una posizione di spicco, come questa situata ai piani alti di un palazzo in Washington DC.

Pixel 3a foto al buio vs iphone x

Lo scatto reclamizzato da Google è questo. Lo avevamo visto al Google I/O 2019 e pare che a Washington lo vedranno ancora per un bel po’. La differenza fra le due immagini è notevole, ma non solo per la scarsa illuminazione quanto anche per l’ampiezza dell’ambiente. Poche luci, tanta dispersione ma scatti migliori.

Per questo motivo Google ha sottolineato la differenza di prezzo fra i due dispositivi. Perché pagare di più per avere di meno? Sapevamo che Big G non era comunque soddisfatta delle vendite di Pixel 3 nonostante la pubblicità fosse la stessa.

Pixel 3a foto al buio migliori, prezzo inferiore

A cambiare, adesso, è il prezzo in etichetta. Con una differenza di 600$, il mercato potrebbe optare per un Pixel 3a al posto di un iPhone X? Sappiamo che comunque la discriminante, in questo caso, non è solo questa e pochi utenti iPhone si dirigono su Android per motivi simili.

Speriamo che il prezzo aggressivo di Pixel 3a (lo stesso di Pixel 3a XL, a differenza del display più grande) unitamente al comparto fotografico del nuovo arrivato, siano le armi giuste per la conquista del mercato. Vai Pixel 3a, c’è tutto un mondo da fotografare (anche di notte) ad un prezzo minore.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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