domenica , 19 Gennaio 2020
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Redmi K30 5G su AnTuTu, Snapdragon 765 da urlo

Mancano poche ore alla presentazione ufficiale, ma già sappiamo tutto quello che c’è da sapere, almeno sulla configurazione hardware. Una volta che il risultato è stato caricato sui server, non si torna indietro ed abbiamo contezza delle prestazioni di un terminale. Redmi K30 5G, infatti, ha eseguito un test grafico su AnTuTu totalizzando un ottimo punteggio di 302.847. Tutto sommato, ricordando che il terminale è di fascia medio alta, le prestazioni non sono per niente male.

Redmi K30 5G su AnTuTu con Snapdragon 765

Anzi, a dire il vero Snapdragon 765 supera di poco il punteggio ottenuto mediamente da Snapdragon 845 (poco al di sotto dei 300.000 punti su AnTuTu). Ricordando le ovvie differenza fra i due processori, uno destinato per i top di gamma di un paio di anni fa, l’altro di nuova generazione per i terminali di fascia media in arrivo.

Il primo, appunto, con Snapdragon 765 sarà il prossimo terminale di fascia media di Xiaomi. Redmi K30 5G, dal primo test su AnTuTu, è un chiaro esempio di come Qualcomm stia riscrivendo un’altra volta i criteri del segmento. Prestazioni ottime, particolarmente indicate a chi cerca un terminale che non abbia impuntamenti, sia in grado di scattare buone foto ed offra tanta autonomia.

Presto scopriremo molto su Redmi K30, in attesa di conoscere se anche questo sarà banchettato da Xiaomi in un’altro pasto cannibalizzante o verrà (speriamo) commercializzato con lo stesso brand e nome di modello in tutto il mondo. Prima di conoscere tutto quello che ancora non sappiamo di Redmi K30, a tal proposito, fateci sapere cosa ne pensate. Preferireste un nome in sequenza con la serie precedente, quindi per esempio Xiaomi Mi 10T, oppure vi piacerebbe vederlo arrivare come Redmi K30? Vi aspettiamo sia nel box dei commenti qui sotto o, magari, sulla nostra pagina Facebook.


Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!