venerdì , Maggio 7 2021
Redmi note 8 pro

Redmi Note 8 Pro specifiche tecniche prima del lancio

Pochi giorni prima del lancio di uno smartphone è sempre possibile venire a conoscenza delle sue caratteristiche. Redmi Note 8 Pro non è da meno, ed oggi possiamo analizzare le specifiche tecniche principali. Ecco qui di seguito la configurazione hardware del prossimo camera-phone di Xiaomi:

  • Processore MediaTek Helio G90T
  • GPU Mali-G76 MP4
  • Display da 6,5 pollici Full HD+ con risoluzione pari a 2340×1080 pixel
  • Memoria RAM pari a 6 o 8GB
  • Memoria interna da 64 o 128GB (espandibile con MicroSD)
  • Fotocamera posteriore composta da 4 sensori:
    • Principale da 64MP ISOCELL Bright GW1
    • Grandangolare da 8MP
    • Macro da 2MP
    • ToF da 2MP (non confermato)
  • Fotocamera anteriore da ben 20MP
  • Batteria da 4.500mAh

Fra le altre, Redmi Note 8 Pro a quanto pare conta anche del trasmettitore ad infrarossi nelle sue specifiche tecniche. Nonostante viviamo alle porte del 2020, fra TV, climatizzatori e ed altri dispositivi per cui è previsto un controllo remoto, questo avviene ancora con gli infrarossi.

Piccola polemica a parte, comunque su Redmi Note 8 Pro compare anche il sensore NFC (Near Field Comunication). Per quanto riguarda i sensori ottici, il sensore da 2MP non ancora confermato, potrebbe essere un sensore ToF. Ma poco importa, perché a bordo del terminale ci sarà il tanto atteso ISOCELL Bright GW1 di cui gli scatti costituiranno peccato di gola per noi appassionati.


Il 2019 si chiuderà sicuramente all’insegna dei MP, con sempre più produttori in condizioni di sfornare terminali dalle capacità fotografiche di alto livello. La cosa migliore, in tutto ciò, è che si tratterà di terminali di gamma medio alta e per la maggiore sono costruttori come Xiaomi, seduttrice del mercato con prezzi contenuti. Mancano pochi giorni alla presentazione, non avete anche voi l’acquolina in bocca?

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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