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Samsung Galaxy Note 10, test di caduta estremo

È necessario dire che un test del genere non è assolutamente da ripetere? Avvisati del fatto che non dovete provarci a casa in nessun modo, un video su YouTube di Agosto ci è stato segnalato da un nostro lettore. L’autore, TechRax, ha pensato di collaudare il proprio Galaxy Note 10 con un test di caduta letteralmente estremo. Sopravvivrà il phablet top di gamma 2019 coreano ad una caduta di quasi 300 piedi?

Ovviamente, poiché il terminale è stato lanciato con la parte posteriore rivolta verso il basso la resistenza dell’aria si è fatta sentire. Man mano che aumenta di velocità, sotto l’azione dell’accelerazione gravitazionale terrestre (circa 9,81m/s²), l’aria inizierà a far deviare il terminale. Poco importa, alla fine, il comportamento fisico della caduta, ma è impressionante la resistenza del terminale.

L’impatto, alla fine, non sarà avvenuto da un’altezza precisa di 90 metri, ma è comunque impressionante. Al punto in cui il terminale, raggiungendo una velocità tale per la quale devia la sua traiettoria per la resistenza dell’aria (plana, letteralmente), impatta prima di aver percorso 300 piedi. Ma sopravvive comunque ad una caduta devastante. Non una sola volta, ma per tre volte il display frontale è intatto.


Sicuramente il retro del terminale s’è distrutto al primo impatto, ma il resto funziona alla perfezione. Samsung sicuramente non ha pensato in fase progettuale di rendere Galaxy Note 10 così resistente da sopravvivere non solo ad una caduta così estrema, ma a tre. Anche se il telefono sembra fermarsi a metà caduta, il che significa almeno 40 metri, complimenti Samsung.

Non fatelo al vostro Galaxy Note 10. TechRax sa benissimo che non potrà avvalersi più di nessuna garanzia. Ebbene che lo sappiate anche voi.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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