giovedì , Novembre 26 2020
samsung successore galaxy fold

Samsung a lavoro sul successore di Galaxy Fold?

Vogliamo iniziare con una battuta? Al posto di Galaxy, si potrebbe chiamare “Salaxy”, visto che l’acquisto di uno dei primi foldable è un autentico salasso. Scherzi a parte, ritorniamo subito seri perché il settore è troppo interessante, lontano ma interessante. Galaxy Fold è stato mantenuto in segreto da dopo il lancio iniziale che ne ha messo in luce un difetto troppo grave per avviare la produzione di massa. Nonostante tutto, Samsung sta già lavorando ad un successore di Galaxy Fold.

Questa volta, come possiamo vedere dalla slide allegata al brevetto depositato, lo smartphone sarà a conchiglia. Lo stesso team di sviluppo di Android sul profilo ufficiale di Twitter ha mostrato la gif animata che potete vedere qui.

Nuovi smartphone pieghevoli saranno in arrivo nel corso di questo e del prossimo anno, lo aveva detto proprio Google al Google I/O 2019. Su questo tipo specifico di pieghevole, cioè a conchiglia, ci aspettiamo già di vedere presto anche Motorola RAZR. Fa piacere apprendere che anche Samsung non solo non si sta dando per vinta a proposito di Galaxy Fold, ma che si sta rimboccando le maniche su un successore.

Al momento, l’unica specifica tecnica di cui i ragazzi di PhoneArena sono a conoscenza dovrebbe essere la diagonale del display. Secondo le loro informazioni dovrebbe essere da 6,7″, ma prendiamo tutto con un pizzico di scetticismo. Anche perché la data di lancio indicativa è già nei rumor, si parla addirittura del 2020.

Sappiamo che Samsung nel campo delle innovazioni c’è, anche se ultimamente sta mantenendo un atteggiamento più conservativo. Rischiare, non fa più per Sammy. Da un lato ha tanti motivi per avere ragione (vasti pensare a quanto successo con Galaxy Fold o anche con Galaxy Note 7), dall’altro è un peccato.

Fonte (Immagine di copertina)

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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