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Samsung Galaxy Fold, test di 1000 “piegamenti”

Da quando è uscito Samsung Galaxy Fold ha preso il pieno possesso della scena. Forse perché l’unico pieghevole al momento, ma Huawei Mate X non dovrebbe tardare ad arrivare. Fintanto che non arrivi almeno un diretto concorrente, al momento si sta dibattendo la discussione più infuocata di sempre: quante volte si può piegare Galaxy Fold? Ecco quindi il primo video in cui Samsung Galaxy Fold viene provato in un test di ben 1000 piegamenti.

Unboxing Therapy ha realizzato un video dei suoi, uno di quelli in cui dà libero sfogo alla sua creatività. Si è seduto davanti la telecamera, ha aperto e chiuso Samsung Galaxy Fold per ben mille volte. Ma cosa accadrà alla millesima volta? Lo smartphone si rompe o continuerà a funzionare tranquillamente? Scopriamolo insieme, ma so già che salterete alla parte finale del video. L’ho fatto anche io.

Possiamo dire, a ragione, che sia per Unboxing Therapy che per il foldable coreano la prova è superata. Tutti e due ne sono usciti indenni. Ma perché dovrebbe essere interessante questo video? Vorrei portare l’attenzione vostra al fatto che con mille aperture e chiusure dello smartphone, difetti intrinsechi nella tecnologia avrebbero avuto maggiore probabilità di manifestarsi.

Non è pertanto da escludersi che gli smartphone che hanno dato vita alla polemica sugli schermi rotti, potrebbero essere in realtà l’ombra di una caccia alle streghe ingiustificabile. Troppi i fattori da considerare, a meno di una risposta ufficiale da parte di Samsung su quelle specifiche unità che si sono guastate, non sapremo facilmente il motivo del malfunzionamento.

Samsung ha annunciato lo smartphone dicendo, tra le altre cose, che lo hanno testato con ben 200.000 piegamenti. Il che significa che sono andati molto oltre quanto umanamente possibile, persino in questo video in cui Samsung Galaxy Fold sopravvive al test di 1000 piegamenti. Che ne pensate?

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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