lunedì , Luglio 26 2021

Xiaomi Mi Watch specifiche tecniche prima del lancio

Xiaomi Mi Watch sarà un prodotto molto interessante e se prima erano rumor, adesso le specifiche tecniche sono quasi tutte ufficiali. Il design ricorda forse un po’ troppo Apple Watch, ma se il prezzo rimarrà contenuto, potremmo anche farcene una ragione in fin dei conti.

Con un tweet, il nostro amico Mukul Sharma condivide il teaser ufficiale di Xiaomi Mi Watch. Nell’immagine, ma in dettaglio nell’estratto che vi proponiamo qui sotto ci sono tutte le principali caratteristiche dello smartwatch.

Il dispositivo indossabile sarà munito di supporto alle eSIM, connessione WiFi ed anche ricezione del segnale GPS. Inoltre, con la sua memoria integrata da 8GB potremmo installare dall’app store dedicato varie applicazioni direttamente dallo smartwatch. La RAM è da 1GB, molto più che sufficiente.

Il vetro di protezione, se la traduzione dal cinese non tradisce, dovrebbe essere in zaffiro. Se puro, lo smartwatch potrebbe essere completamente immune ai graffi dovuti all’uso quotidiano. Per questo, potremmo aspettare con tranquillità il test di Zack, lui non risparmia di certo il suo sadismo nel condensare anni di usura in pochi minuti. Per la connettività, invece, ci sono sia il supporto al WiFi che al Near Field Comunication, o NFC. Il SoC a bordo sarà Qualcomm Snapdragon 3100, la CPU californiana pensata per gli indossabili.

Xiaomi Mi Watch note le specifiche principali, manca il prezzo di lancio

Purtroppo, se Xiaomi non ha proprio fatto nessuno sforzo per tenere quanti più dettagli al sicuro (anzi, li ha proprio “spammati” per tutto Twitter), sul prezzo non si sono ancora scuciti nemmeno un po’.

Per fortuna l’evento con cui Xiaomi presenterà lo smartwatch avrà luogo domani in Cina, mentre il 6 Novembre in Spagna. Aspettiamo ancora poche ore, ma la golosità è decisamente giustificate. Aggiorneremo l’articolo, non appena avremo maggiori informazioni o dettagli ufficiali.

Fonte

Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!

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