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[Recensione] Cavo Wsken Mini 2, attrazione magnetica

Di cavi e cavetti per collegare i nostri smartphone al PC o al caricabatterie ne abbiano sparsi per casa forse troppi. Wsken Mini 2 però ha una piccola particolarità: il connettore è separabile in due parti, di cui una rimane saldamente ancorata al nostro smartphone. Stiamo parlando di un cavo magnetico, ma che nel suo settore per noi vince. Non a pieni voti, ma è da considerarsi se non il migliore, uno dei migliori.

Wsken ha commercializzato uno dei primi cavi con connettore magnetico. Io lo avevo, ma era un completo flop: si staccava troppo facilmente, l’incastro non era preciso, da dimenticare insomma. Wsken Mini 2, invece, è tutto quello che la sua prima versione doveva essere ed anche meglio.

La confezione di acquisto, una scatoletta verde molto sottile e compatta, contiene il cavo, il connettore (o i connettori, a seconda della versione che acquistiamo) micro USB, USB Type-C o Lightning per iPhone ed una levetta per la rimozione del plug dal telefono o tablet. La versione che vi consigliamo, appunto, quella con tutti e tre i connettori. Con un solo cavo potrete ricaricare dispositivi diversi.

Qualità complessiva

Wsken con l’alluminio non si è risparmiata. Sia il connettore USB che quello magnetico sono interamente in alluminio, ad eccezione del piccolo foro in cui c’è una guarnizione di gomma per proteggere il cavo.

Li ho torturati, pestati, mi sono caduti per terra innumerevoli volte: li ho vissuti, non usati, per ben 6 mesi ed ancora funzionano perfettamente. Inoltre il rivestimento del cavo in tessuto li protegge ancor di più. I segni di usura saranno anche normali, ma la qualità complessiva c’è tutta e si vede. Ad un prezzo decisamente contenuto.

Aggancio rapido e preciso, ma…

Se da un lato l’aggancio del cavo per la ricarica è una cosa che si può fare ad occhi chiusi o quasi, non è altrettanto comodo in determinate situazioni. La connessione, che avviene in modo veloce ed estremamente precisa, ha comunque un verso da rispettare ma tranquilli: se sbagliaste verso, il cavo è magnetizzato in modo tale da non permettervi facilmente la connessione.

Purtroppo mi è capitato spesso che in macchina o mentre ero a telefono, con una minima inclinazione si può sganciare facilmente. La presa è molto solida, potrete tenere sospeso il telefono e per effetto della sola forza di gravità non si staccherà facilmente. Eppure, se inclinato si separa un po’ facilmente. Rimane comunque un neo non troppo marcato, piuttosto che un difetto. In linea di massima sono situazioni che mi sono capitate davvero poche volte nel corso delle svariate settimane d’uso.

Design curato, pulito e funzionale

Come fare di un cavo un elemento estetico a tutti gli effetti? Semplice, sleevandolo. In gergo, dire che un cavo è sleeved (potremmo tradurre sleeve letteralmente come manica), equivale a dire che è ricoperto da un tessuto intrecciato proprio come se fosse una manica di una camicia o un maglione. Il rivestimento non dà solo un tocco di eleganza ai cavi, ma ne aumenta la resistenza. Il difetto principale è che spesso tendono ad usurarsi e risultano veramente antiestetici. Wsken Mini 2 ha un rivestimento molto resistente ed ancora ora dopo mesi di uso, non sono riuscito a trovare pallini di tessuto o segni di usura particolari. Inoltre, un led nella parte terminale del cavo ci indicherà la corretta alimentazione da parte del caricabatterie.

L’unica pecca a mio avviso, parlando di design, è il nastro verde per tenere fermo il cavo quando raccolto o comunque arrotolato su sé stesso. Non so veramente quale delle due accoppiate sia peggiore, se verde e nero oppure verde e bianco. Problema risolvibile, il raccogli cavo infatti si può togliere eliminando così l’unico difetto che ho trovato in questo cavo. Ma si tratta di qualcosa di puramente soggettivo.

Verdetto, Wsken Mini 2 promosso a pieni voti!

Il prezzo a cui è possibile acquistarlo è di poco inferiore ai 20€. Se paragonato alla qualità dei materiali, la funzionalità e la resistenza che mi hanno offerto, la cifra diventa davvero irrisoria portando il rapporto qualità/prezzo al di sopra delle aspettative. Dulcis in fundo, supporta pure la ricarica rapida, oltre al trasferimento dati. Io non posso più farne a meno, riuscirete voi a separarvene dopo averlo provato?

Brava Wsken.

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Informazioni su Nazareno Pisani

Appassionato di tecnologia, informatica ed anche videogiochi. Durante gli studi universitari mi sono imbattuto in OpenSUSE, la mia prima distribuzione GNU/Linux. Usata per parecchi anni, mi sono trasferito su Ubuntu, Debian e alla fine Linux Mint. Ma da quando ho saputo che Google avrebbe rilasciato il suo OS per smartphone basato sul kernel Linux, è stato amore a prima vista!